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🏖️ Spiagge

Karpathos vista dalla roccia: le falesie sul mare di Achata e le gole sopra Apella

Arrampicatore su una parete strapiombante sopra Finiki, con il mare e le case del paese sotto (foto climbingkarpathos.com)

A Karpathos si va per il mare, per i sentieri, per i villaggi che sembrano fermi a cinquant'anni fa. Quello che quasi nessuno si aspetta è di trovarci anche pareti chiodate, con gli spit piantati nel calcare, e qualcuno appeso a metà con il turchese dell'acqua sotto i piedi invece dell'erba.

L'arrampicata sportiva sull'isola è una scena piccola ma reale, con una guida tutta sua, il Karpathos Rock Climbing Guidebook di Artur Kraszewski: nell'edizione del 2023 conta 33 settori e 388 vie. Più della metà sta nel sesto grado francese, quindi alla portata di chi si allena con costanza, non solo dei fuoriclasse. Le vie più semplici partono dal terzo grado, e in cima ce n'è una manciata nell'ottavo.

Due zone raccontano bene l'isola vista dalla roccia. Achata, sulla costa est a nord di Pigadia: pochi minuti a piedi lungo la scogliera e ci si lega sopra una spiaggia dall'acqua limpidissima, e nel settore più lontano si scala direttamente sopra il mare. Poi Apella, o meglio le gole sopra la spiaggia: si sale per una gola secca fino a Wild Bianka, una parete strapiombante di una quarantina di metri con una decina di vie per chi scala forte, e poco lontano c'è Yvonne, una delle aree più grandi dell'isola, con vie su canne che ricordano Kalymnos. Un paesaggio più selvaggio, dove si sente solo il vento. Su qualche sito si legge anche di pareti a Kyra Panagia, ma nelle raccolte aggiornate delle vie non compaiono: se ci andate, chiedete sul posto.

D'estate qui comanda il meltemi, che da giugno a settembre soffia quasi ogni giorno ed è al massimo a luglio e agosto. Si può scalare lo stesso, scegliendo i settori all'ombra, ma non è la stagione ideale: chi scala a Karpathos punta su primavera e autunno, e ottobre in particolare è il mese delle giornate miti, del mare ancora caldo e delle vie nuove aperte da chi attrezza le pareti.

Quello che resta impresso, raccontano quelli che ci scalano, più della difficoltà delle vie, è la vista che si ha da metà parete: il mare di Karpathos visto dall'alto, con la roccia calda sotto le mani e niente tra te e l'acqua se non qualche decina di metri d'aria.

Foto in apertura: Mateusz ‘Dżodżo’ Łazor in arrampicata a Finiki — fonte climbingkarpathos.com.

Fonti: climbkarpathos.com (guida di A. Kraszewski, 3ª ed. 2023), climbingkarpathos.com, thecrag.com, thetopo.com, oliunid.com, karpathos.gr/en/discover/anarrichisi (dati non aggiornati), greeka.com, windsurf.co.uk — aggiornato al 1 novembre 2026.

A
Alessandro — Karpathos con Ale
Vivo Karpathos ogni anno dal 2014. Tutto quello che racconto viene da esperienza diretta, non da guide turistiche.