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Le chiese di Karpathos: una per ogni curva della strada

Interno di una cappella karpatiaca con un'icona bizantina dorata

Non so quante chiese ci siano a Karpathos. Nessuno lo sa con certezza. Ci sono le chiese dei villaggi β€” quelle grandi, con il campanile, dove si celebra la messa ogni domenica β€” e poi ci sono le cappelle votive, quelle piccole, bianche, appoggiate a un muro di roccia o costruite sul bordo di un precipizio. Ogni famiglia benestante ne ha costruita una, per devozione o per promessa. Alcune risalgono all'era bizantina.

La piΓΉ antica di cui si abbia traccia certa Γ¨ la chiesa di Agios Konstantinos, nei pressi di Aperi, che conserva elementi architettonici dell'XI secolo. Ma le chiese bizantine sono sparse ovunque β€” nei campi, sulle colline, nascoste tra la macchia. Alcune sono state restaurate, molte sono abbandonate con la porta chiusa e le icone ancora all'interno.

La tradizione karpatiaca prevede che il santo patrono di ogni cappella venga festeggiato ogni anno, anche se la cappella è in mezzo al niente. La famiglia che la custodisce organizza una piccola cerimonia, porta cibo e vino, accende le candele. È uno di quei riti che sembrano marginali ma che tengono insieme il tessuto di una comunità da secoli.

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Alessandro β€” Karpathos con Ale
Vivo Karpathos ogni anno dal 2014. Tutto quello che racconto viene da esperienza diretta, non da guide turistiche.