Non so quante chiese ci siano a Karpathos. Nessuno lo sa con certezza. Ci sono le chiese dei villaggi β quelle grandi, con il campanile, dove si celebra la messa ogni domenica β e poi ci sono le cappelle votive, quelle piccole, bianche, appoggiate a un muro di roccia o costruite sul bordo di un precipizio. Ogni famiglia benestante ne ha costruita una, per devozione o per promessa. Alcune risalgono all'era bizantina.
La piΓΉ antica di cui si abbia traccia certa Γ¨ la chiesa di Agios Konstantinos, nei pressi di Aperi, che conserva elementi architettonici dell'XI secolo. Ma le chiese bizantine sono sparse ovunque β nei campi, sulle colline, nascoste tra la macchia. Alcune sono state restaurate, molte sono abbandonate con la porta chiusa e le icone ancora all'interno.
La tradizione karpatiaca prevede che il santo patrono di ogni cappella venga festeggiato ogni anno, anche se la cappella Γ¨ in mezzo al niente. La famiglia che la custodisce organizza una piccola cerimonia, porta cibo e vino, accende le candele. Γ uno di quei riti che sembrano marginali ma che tengono insieme il tessuto di una comunitΓ da secoli.