In una taverna di mare a Karpathos, prima o poi arriva un piattino di gamberetti così piccoli da sembrare quasi decorativi. Sono i gamberetti karpaziani, conosciuti e apprezzati in tutto il Dodecaneso, e il modo giusto di mangiarli è tutto tranne che elegante: si prendono con le dita e si mangiano interi, guscio compreso, perché a quella dimensione il carapace resta tenero.
Si servono in due modi principali: fritti, croccanti e leggeri, oppure saltati in padella con olio d'oliva e limone, un metodo che lascia il gambero più morbido e ne esalta il sapore di mare. In entrambi i casi arrivano quasi sempre come antipasto, da accompagnare con il pane di casa e un bicchiere di vino bianco locale.
Nelle stesse taverne si trova spesso anche la fava, la purea gialla di legumi tipica delle isole dell'Egeo, servita come contorno o come antipasto a parte: non è un piatto esclusivo di Karpathos, ma qui, accanto ai gamberetti e al polpo essiccato al sole, fa parte di quello che ormai è un classico menu da taverna sul mare.
Quello che colpisce, mangiando i gamberetti karpaziani per la prima volta, è la sproporzione tra le dimensioni minuscole e il sapore concentrato: bastano pochi bocconi per capire perché in tutto il Dodecaneso, quando si parla di gamberetti così, il nome di Karpathos torni sempre fuori.
Fonti: vivikarpathos.com, ritagli di viaggio (ritaglidiviaggio.it) — aggiornato al 10 agosto 2026.
