Karpathos non è per tutti i tipi di vacanza. Se cerchi discoteche, resort all-inclusive, spiagge attrezzate ogni cinque metri e vita notturna fino all'alba — ci sono isole greche che fanno questo molto meglio. Karpathos fa altro: fa paesaggi brutali e bellissimi, cucina autentica, silenzio, spiagge difficili da raggiungere, cultura che non è stata messa in scena per nessuno.
Il periodo migliore è giugno e settembre. A luglio e agosto l'isola è piena — soprattutto di karpatiaci della diaspora che tornano per le vacanze — e il Meltemi soffia con più frequenza. Settembre è il momento d'oro: il mare è ancora caldo, il vento è più gentile, i turisti sono diminuiti, i prezzi scendono e la gente ha più tempo.
Mi sono chiesto molte volte perché Karpathos non sia più conosciuta. Poi ho capito: è esattamente abbastanza conosciuta. Di più sarebbe diversa.
Cosa portare: scarpe da trekking (anche se non hai intenzione di fare lunghe camminate, i sentieri per le spiagge migliori le richiedono), una buona maschera da snorkeling, pazienza per il Meltemi e curiosità per la cucina locale. E un po' di tempo in più del previsto. Karpathos tende a trattenere chi ci va con la mente aperta. Non è una promessa di marketing: è un pattern statistico confermato da chiunque ci sia stato più di una volta.
