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La barca che tiene unite due isole: la storia della Kasos Princess

Piccole barche ormeggiate in un porto di pescatori di Karpathos, con il mare calmo verso le isole vicine

Kasos è così vicina a Karpathos che dalla costa sud, nelle giornate limpide, si vede benissimo: appena sette chilometri di mare la separano dalla punta più a sud dell'isola. Eppure restano due isole a tutti gli effetti, e per tenerle collegate serve una barca — non una grande nave di linea, ma un'imbarcazione di appena venticinque metri gestita da una sola famiglia.

Si chiama Kasos Princess, e il suo capitano ne è anche il proprietario: Giorgos Manousos, la cui compagnia è un'attività di famiglia con base proprio a Kasos. La barca porta fino a centotrentacinque persone e collega le due isole in circa un'ora e un quarto: quattro corse alla settimana d'inverno, che diventano sette d'estate, quando i residenti di Kasos che vivono altrove tornano a casa e i turisti aumentano.

Non è l'unica nave che tocca queste isole, ma è quella che i kasioti considerano davvero propria: non una compagnia di Atene o del Pireo, ma una barca il cui capitano probabilmente conoscono di persona. In un arcipelago dove le grandi compagnie decidono spesso rotte e orari a distanza, avere una nave locale, di famiglia, che risponde ai bisogni reali di chi vive sull'isola è una cosa rara — e a Kasos, dove tutto passa da quel piccolo porto, fa una differenza enorme.

Ho preso più di una volta un traghetto piccolo tra isole del Dodecaneso, e c'è sempre qualcosa di diverso rispetto ai grandi collegamenti: si sente che la barca esiste perché quelle persone, in quell'isola, devono poter uscire ed entrare. La Kasos Princess è esattamente questo, in scala ridotta: un servizio pubblico che una famiglia porta avanti da sola.

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Alessandro — Karpathos con Ale
Vivo Karpathos ogni anno dal 2014. Tutto quello che racconto viene da esperienza diretta, non da guide turistiche.