I makarounes sono il piatto che, più di ogni altro, racconta la cucina di Karpathos. Sono una pasta fatta a mano — un impasto semplice di farina, acqua e un pizzico di sale, lavorato in piccoli gnocchetti allungati — conditi con cipolla fritta lentamente fino a caramellarsi e mizithra, il formaggio fresco di capra o pecora dell'isola.
Non esiste una sola versione: ogni paese, e spesso ogni famiglia, li fa un po' diversi. Quelli di Olympos, in cima all'isola, sono forse i più conosciuti dai visitatori. Ma chi è nato a Spoa, il paese appena sotto Olympos, difende un'altra scuola: makarounes tramandati di madre in figlia, mai diventati uno spettacolo per turisti, rimasti semplicemente il modo in cui in quella casa si mangia tutti i giorni.
Bastò una forchettata per far cambiare idea su quale fosse la versione migliore.
Il piatto arriva in tavola fumante, con la cipolla che ha preso colore e la mizithra che si scioglie sopra. È un cibo semplice, quasi povero negli ingredienti, eppure capace di dividere le opinioni sull'isola come pochi altri: chiedete a un karpatiaco quale sia la versione giusta, e quasi sempre vi risponderà indicando il proprio villaggio.
