Sopra Olympos, in fila lungo la cresta della collina, ci sono dei mulini a vento costruiti tra il decimo e l'undicesimo secolo. La maggior parte oggi sono solo gusci di pietra, fermi. Uno, perΓ², gira ancora, e macina ancora farina di grano e di orzo come faceva mille anni fa.
La prima volta che ho visto quella pala muoversi contro il cielo, al tramonto, ho pensato che fosse una scena ricostruita per chi passa di lΓ¬ con la macchina fotografica. Poi ho scoperto che no: quella farina finisce davvero nel pane che si cuoce ancora nei forni a legna del villaggio, gli stessi forni comuni che le famiglie di Olympos si dividono da generazioni β ognuno porta la sua legna, rispetta il turno, lascia il forno pulito per chi viene dopo.
C'Γ¨ qualcosa, in questo, che mi sembra dire piΓΉ di mille foto da cartolina: le persone continuano a usarle, senza farne un evento.
Sono tornato a guardare quel mulino diverse volte, in momenti diversi del mio rapporto con quest'isola. Ogni volta girava ancora. Ogni volta, in un modo diverso, mi ha fatto sentire che qui il tempo non Γ¨ qualcosa da cui scappare.
