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🥾 Trekking

Il sentiero tra Olympos e Spoa

Sentiero tra le creste di Karpathos, tra Olympos e Spoa

Karpathos ha molti sentieri. Ma uno solo fa sentire di stare letteralmente in cima all'isola, con il mare Egeo a destra e il mare Carpazio a sinistra, a perdita d'occhio, contemporaneamente. Quel sentiero è il percorso tra Olympos e Spoa, e una volta fatto si capisce perché le guide di trekking lo mettono sempre al primo posto.

Il villaggio di Olympos è già di per sé un posto fuori dal tempo: costruito sulla cresta di una montagna, aggrappato alla roccia, con le donne che ancora oggi indossano i costumi tradizionali nei giorni di festa. Da qui parte un kalderimi — una mulattiera lastricata in pietra che i karpazi usavano secoli prima che esistessero le strade — che scende verso una vallata fertile, passa tra terrazze coltivate e casali abbandonati, attraversa una pineta profumata, poi risale verso la cresta e comincia a salire ancora.

Il percorso completo fino a Spoa è di circa 16 chilometri, con un dislivello che oscilla tra i 260 e i 670 metri e una durata di 5-6 ore a passo tranquillo. La difficoltà è media: non serve essere alpinisti, ma servono scarpe da trekking vere, almeno un litro e mezzo d'acqua, e un minimo di allenamento. In alcuni tratti la segnaletica è discontinua — qualche placca rossa sul sentiero, ma niente di sistematico — e portarsi una traccia GPS è una buona idea.

La parte più scenografica è la traversata in cresta: il sentiero segue il crinale settentrionale dell'isola toccando il Monte Kouloura e il Monte Kefala, con panorami a 360 gradi che nei giorni limpidi arrivano fino a Creta da un lato e Rodi dall'altro. Poi si ridiscende verso Spoa, un villaggio silenzioso e quasi sospeso nel tempo, dove un bar con una terrazza aspetta alla fine del percorso come se sapesse già che ce n'era bisogno.

Si può fare il percorso anche in senso inverso, da Spoa verso Olympos, con lo stesso effetto. La differenza è che se si arriva a Olympos a piedi, la prima cosa che si fa è sedersi a uno dei tavoli del caffè sulla piazza e guardare la valle sotto, sapendo di essere arrivati fin lì con le proprie gambe. Vale la pena farlo almeno una volta.

A
Alessandro — Karpathos con Ale
Vivo Karpathos ogni anno dal 2014. Tutto quello che racconto viene da esperienza diretta, non da guide turistiche.