Il 12 maggio 1912, durante la guerra italo-turca, l'Italia occupò Karpathos insieme al resto del Dodecaneso. Con il trattato di Losanna del 1923 l'occupazione divenne amministrazione formale: per trentacinque anni le isole del Dodecaneso, Karpathos compresa, furono possedimento italiano.
Furono anni di investimenti concreti nelle infrastrutture: scuole, ospedali — che contribuirono a debellare la malaria nel Dodecaneso — acquedotti, strade modernizzate, elettricità portata nei villaggi. A Finiki, il piccolo porto di pescatori sulla costa ovest, si insediò perfino un presidio con tanto di caserma dei carabinieri. Diversi soldati italiani, finita la guerra, scelsero di restare: si sposarono con donne dell'isola, misero su famiglia. Ancora oggi, girando per Karpathos, capita di incontrare cognomi che arrivano da lì.
Trentacinque anni non bastano a diventare un'altra cosa, ma bastano a lasciare un segno — un cognome, una strada, un edificio — che resta anche quando tutto il resto è cambiato.
L'occupazione italiana finì nel settembre 1943, con la resa dell'Italia: i tedeschi presero rapidamente il controllo dell'isola, restandovi fino al 4 ottobre 1944. Solo con i trattati di pace di Parigi del 1947 Karpathos passò definitivamente alla Grecia, entrando ufficialmente a farne parte il 7 marzo 1948 insieme al resto del Dodecaneso.
