Volada sta a circa dieci chilometri da Pigadia, arrampicata a 530 metri di altitudine vicino ad Aperi. Da lassù la vista si apre su tutta la baia della capitale — uno dei panorami più ampi dell'isola, e uno dei meno fotografati.
Sopra il villaggio restano le rovine di tre castelli, costruiti in epoche diverse: il più antico risale all'età del Bronzo, il più recente al periodo dell'occupazione turca. Non è un caso che ce ne siano così tanti: per secoli, tra il Quattrocento e il Settecento, i pirati hanno risalito queste coste, ed è per questo che le case tradizionali dei villaggi di montagna come Volada sono costruite quasi come piccole fortezze — muri spessi, finestre minuscole, porte che si chiudevano dall'interno.
Case pensate per difendersi, non per essere ammirate. Ed è proprio la loro severità, oggi, a renderle belle.
Volada ha dato i natali a Christoforos Litos, un eroe della resistenza dodecanesina caduto nel 1945. Il centro religioso del villaggio è la chiesa di Panagia Plagia, che l'8 settembre di ogni anno diventa il cuore di una festa sentita da tutta la zona. Come in molti villaggi karpatiaci, la popolazione è diminuita negli ultimi decenni — da 275 abitanti nel 1981 a poco più della metà oggi — ma le vie strette, i punti panoramici e qualche taverna tradizionale restano lì, quasi sempre in silenzio.
