Sulla costa nord-occidentale di Karpathos, un chilometro a nord del piccolo insediamento di Avlona, un promontorio roccioso si allunga verso il mare. Ci si arriva solo a piedi, seguendo un sentiero, oppure in barca: non c'è una strada, e forse è anche per questo che Vroukounta resta uno dei posti meno raccontati dell'isola.
Qui sorgeva una delle quattro città doriche dell'antica Tetrapoli di Karpathos, abitata già in epoca minoico-micenea e arrivata al massimo splendore nel IV secolo a.C. Restano tratti di mura ciclopiche, fortificazioni, e soprattutto le tombe scavate nella roccia viva: camere funerarie che purtroppo i saccheggiatori hanno svuotato nei secoli, ma che si possono ancora vedere aperte nella parete di pietra. Si trovano anche tracce di tre basiliche paleocristiane, segno che il luogo ha continuato a essere sacro molto dopo la fine del mondo dorico.
In fondo al promontorio, incassata nella roccia, c'è la chiesa cavernosa di Agios Ioannis. Ogni anno, tra il 27 e il 29 agosto, centinaia di persone la raggiungono a piedi per la festa del santo, camminando per ore lungo lo stesso sentiero che parte da Avlona: un pellegrinaggio che si ripete da generazioni e che qui, più che altrove, mescola devozione e fatica fisica.
Ai piedi del promontorio si aprono piccole cale con acqua trasparente, perfette per chi fa snorkeling tra le rocce sommerse. Non ci sono ombrelloni, non c'è un bar, non c'è nessuno che venda acqua fresca: bisogna portarsi tutto, comprese scarpe buone per il sentiero. Ma è proprio l'assenza di tutto questo a rendere Vroukounta uno dei pochi angoli di Karpathos dove il tempo sembra essersi fermato prima ancora che arrivasse il turismo.
Fonti: greeka.com, ecotourism-greece.com, allovergreece.com — aggiornato al 10 agosto 2026.
